
La parola Ikebana significa ‘strada dei fiori’ , ma è anche traducibile con ‘fiori viventi’, poiché, anche se tagliati, i fiori continuano a vivere: gli steli dei fiori, in queste composizioni, vengono infatti inseriti in ceste contenenti un materiale spugnoso. Oltre a sostenere i fiori e a mantenerli nella posizione desiderata, questo materiale assorbe l’acqua e li mantiene freschi e vitali per alcuni giorni, come se fossero piantati nel terreno.
L’Ikebana ha vari stili ed esistono diverse scuole: gli stili più diffusi attualmente sono il moribana e il nageire. Il primo utilizza contenitori bassi e poco profondi chiamati suiban, di forma rotonda o irregolare. Al loro interno i materiali vengono fissati con il kenzan: una spazzola senza manico tra i cui spilli vengono sistemati i rami della composizione.
Il nageire utilizza invece vasi piuttosto alti e vari metodi per mantenere diritti fiori, rami e foglie.
Il gusto decorativo dei popoli orientali è profondamente differente da quello degli occidentali: mentre in Giappone una bella composizione deve essere lineare, essenziale e riprodurre con grazia, ritmo e colori la bellezza della natura, in genere in Europa si tende a considerare belli mazzi di fiori spesso opulenti, con grandi varietà di colori. Un’altra caratteristica che diversifica profondamente l’estetica orientale da quella occidentale è la costante asimmetria delle composizioni.

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